Pubblicato da Valentina il settembre 17, 2018

Il mio itinerario in Thailandia!

“Viaggiare è una scuola di umiltà, fa toccare con mano i limiti della propria comprensione, la precarietà degli schemi e degli strumenti con cui una persona o una cultura presumono di capire o giudicano un’altra”.

Da L’infinito viaggiare di Claudio Magris

 

Questa estate mi sono organizzata un viaggio nel sud-est asiatico: ho scelto la Cambogia e la Thailandia. Un itinerario composto da varie tappe, come al solito un viaggio fa-da-te, organizzato leggendo guide, seguendo consigli e interessi personali. Non è previsto il mare in questo itinerario perchè l’interesse per vedere luoghi nuovi, culture e cittadine è stato più forte. Dopo giorni in Cambogia sono quindi partita per la Thailandia del nord per poi finire a sud. Ecco qui il mio diario di viaggio in Thailandia!

 

Tutto è iniziato a nord della Thailandia, nella cittadina di Chiang Rai: piccola, ma con tutto quel che serve. Chiang Rai è conosciuta per i suoi templi e di solito chi arriva qui si sposta anche su Chiang Mai, ma noi abbiamo deciso di restare su Chiang Rai quattro giorni e scoprirla un pò di più! Infatti è stata una scoperta: ha dei templi meravigliosi con colori vivi, geometrie particolari…

Sto parlando dei Blue e White temple: non troppo distanti uno dall’altro, e circa a 15-20 km dalla città. Quello che mi piace di questi posti è che, nonostante la confusione dei turisti e delle auto, riesco a percepire una forte sensazione di calma qui dentro. Per entrare in ognuno di questi posti è d’obbligo togliersi le scarpe, poi si possono girare senza fretta cogliendone i dettagli. Se il White temple mi ha lasciata a bocca aperta per le sue decorazioni eccentriche e per il bianco che domina l’edificio quasi accecante sotto il sole, è stato poi il Blue temple quello che mi è piaciuto di più. Sarà che il blu è uno dei colori che preferisco, ma la luce e le sfumature del posto mi hanno incantata.

 

Un pò più distante è invece il Wat Huayplakung Temple, ovvero The Big White Buddha. E’ impressionante: su una collina c’è una delle più alte statue di Buddha, anche questa tutta bianca. Una scalinata permette di salire fino in cima e quindi di trovarsi fino ai piedi di questa figura gigante. Ero davvero entusiasta!

Per arrivare in tutti questi posti il modo più pratico è prendere un taxi contrattando tempi e itinerario.

 

 

 

A Chiang Rai abbiamo fatto una delle esperienze più belle di tutto il viaggio: abbiamo trascorso una giornata presso la Elephant Valley come volontari. E’ un’associazione che si occupa della salvaguardia degli elefanti, in particolare di quelli sfruttati nei circhi, nelle attività turistiche, ma il team di veterinari cerca anche di curarli in caso di ferite gravi, ad esempio avevano in cura un elefante ferito da una mina anti-uomo in Cambogia. La mattinata è iniziata con l’osservazione degli elefanti nella foresta: a circa 20 metri di distanza abbiamo seguito gli elefanti nel loro habitat, senza infastidirli, per poi vederli fare il bagno.

 

 

Il momento più bello però è stato quando abbiamo potuto dar loro da mangiare e quindi stargli vicino: animali alti 3 metri, davvero giganti, mangiano foglie di banano che noi sorreggevamo con entrambe le braccia! E’ stato davvero emozionante stare così vicino a questi animali, i loro occhi mi hanno fatto molta tenerezza, è stata un’esperienza bellissima. Noi siamo rimasti un’intera giornata insieme agli elefanti come volontari, ma è possibile concordare con lo staff qualsiasi tempo di permanenza.

 

Altra esperienza da non perdere a Chiang Rai sono i villaggi sulle colline circostanti tra cui la tribù delle “donne giraffa“, i Karen. Si paga un biglietto dal prezzo simbolico per poter entrare sulla collina in cui vivono. Per quanto sia un trekking libero ogni tribù che si incontra ha organizzato banchetti con oggetti vari e souvenir, decisamente turistico, ma capisco anche come questa sia la loro principale fonte di guadagno. Ci sono varie tribù: Akha, Yao, Lahu, Kayor infine i Karen, le famose donne con gli anelli al collo e alle caviglie. Non parlano inglese quindi non è stato facile avere informazioni da loro stessi, ma certamente ti permettono di vedere da vicino quella che è la loro vita. Capanne come case, abiti dai colori sgargianti, sorrisi, bimbi scalzi e con pochi giochi tra le mani, e infine la tribù dei Karen con le donne e le bambine che per tradizione hanno dei cerchi, come degli anelli, in ottone alle caviglie e al collo, che si deformano tanto da essere chiamate “donne giraffa”. Chissà se anche loro si stupiscono un pò nel vedere gli abiti e gli accessori dei turisti occidentali!

 

                 

 

E per finire Bangkok!

Devo ammettere che il primo impatto con la capitale non è stato positivo: caos, smog, traffico, odori fortissimi… Nonostante questo ho provato a viverla questa città. Dei quattro giorni previsti solo due li abbiamo dedicati a visitare la città, gli altri due erano per visitare i dintorni.

Il primo giorno siamo stati a visitare i famosi mercati, distanti circa 80 km dalla capitale, quello galleggiante e quello sulle rotaie: sono il Damnoen Saduak e il Maeklong Railway Market. Due posti incredibili: il primo è un vero mercato sull’acqua, nei canali con le proprie barchette vendono di tutto. E’ possibile camminare nelle passerelle circostanti piene zeppe di bancarelle e ristoranti oppure per pochi Bath si può salire su una barca e fare questa esperienza per comprare qualcosa, sicuro dalla barca è un’altra prospettiva!

 

 

 

Il secondo mercato invece lascia senza fiato davvero: è un mercato sulle rotaie! Ogni giorno per quella cittadina passa il treno e ogni giorno c’è il mercato, ma sulle rotaie! Bancarelle di souvenir, frutta, ma anche carne e pesce, ogni giorno vengono messe a ridosso delle rotaie, e quanta gente che ci va!

Cinque minuti prima dell’arrivo del treno inizia un gran trambusto, gente che fischia e segnala di spostarsi, gente che chiude e sposta le bancarelle. In men che non si dica tutte le persone sono in fila indiana ai lati delle rotaie e arriva il treno: è una sensazione pazzesca, mista tra la paura e l’incredulo, ma il treno ti passa accanto, riesci a toccarlo! Passato il treno molto serenamente il mercato riprende vita. Gli orari del treno sono: 8.30 – 9.00 – 11.10 – 11.30 – 14.30 – 15.30 – 17.40 (orari di Agosto 2018).

 

La seconda giornata invece l’abbiamo trascorsa ad Ayutthaya ovvero l’antica capitale della Thailandia. Oggi è un grande parco archeologico, con molti palazzi, rovine, templi e statue da poter visitare. Da Bangkok ad Ayutthaya ci siamo arrivati con un MiniVan che si è rivelato poi molto utile per spostarsi da un tempio all’altro.

E’ ad Ayutthaya che si trova una delle immagini più famose della Thailandia: la testa di Buddha tra le radici di un albero tra le rovine del Wat Mahathat.

 

 

 

Infine gli ultimi due giorni sono stati per Bangkok: per spostarci in città abbiamo usato i battelli lungo il fiume Chao Phraya. Ad ogni molo vi proporranno la Touristic Boat a 150 Bath con fermate nei luoghi più importanti della città oppure c’è anche il battello arancione usato quotidianamente dai pendolari a 15 Bath. Anche il battello è stata un’altra bella esperienza caotica, ma è molto comodo per spostarsi.

 

Abbiamo visitato il Palazzo Reale (500 Bath), munitevi di pantaloni lunghi altrimenti non vi faranno entrare, il tempio Wat Arun (50 Bath), il Wat Saket ovvero il tempio della montagna d’oro (50 Bath), il tempio Wat Pho, i quartieri di Dusit e ChinaTown. Nonostante le distanze ho cercato di camminare il più possibile per vedere la vita in questa città, cercare qualche dettaglio, visitare qualche mercatino, cosa che trovo sempre interessante. Fatto questo ho confermato comunque la mia idea iniziale cioè che Bangkok non mi ha colpita positivamente, ma almeno ho visto tante cose!

 

 

 

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⇒ COME ARRIVARE A…

SIEM REAP – CAMBOGIA: Aeroporto internazionale di Siem Reap – Angkor. All’arrivo c’è la procedura del visto: è possibile farlo in aeroporto oppure, per evitare la fila, è possibile fare online la richiesta. Il visto turistico per la Cambogia si ottiene online in 24 ore e dura 30 giorni.

CHIANG RAI: Ha un aeroporto internazionale, all’uscita c’è un servizio taxi ben organizzato. Per entrare in Thailandia invece non è richiesto nessun visto, vale il timbro sul passaporto.

BANGKOK: Da e per l’aeroporto di Suvarnabhumi c’è uno Skytrain che parte dalla fermata Phai Thai, sempre attivo, corse ogni 20 minuti circa, al costo di 45 Bath. Dall’aeroporto Don Muang invece autobus A2 fino alla fermata della metro Hua Lampong.

 

⇒ DOVE DORMIRE:

Siem Reap-Cambogia: eOcambo Village 

Chiang Rai: Homey Dormy ChiangRai

Bangkok: The Grand Sathorn

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⇒ALCUNI POSTICINI PER MANGIARE:

Siem Reap: Triangle bbq e The Christa Restaurant;

Chiang Rai: Steakhouse speciality, San Fran, Night Market al Night Bazar, Clock tower Cafè, Dinner late;

Bangkok: Kurissara Thai Cousine e Distil – SkyBar al 64° piano (qui hanno girato “Una notte da leoni 2”!).

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