Pubblicato da Valentina il agosto 23, 2018

Le rovine di Angkor Wat in Cambogia

Ci sono alcuni posti al mondo in cui uno si sente orgoglioso di essere membro della razza umana. Uno di questi è certo Angkor. Dietro la sofisticata e intellettuale bellezza di Angkor c’è qualcosa di profondamente semplice, di archetipo, di naturale che arriva al petto senza dover passare per la testa. In ogni pietra c’è un’intrinseca grandezza di cui uno finisce per portarsi dietro la misura.
Non occorre sapere che ogni particolare aveva per i costruttori un suo significato, che ogni pietra, ogni scrittura, ogni cortile, ogni pinnacolo erano tasselli dell’immenso mosaico che doveva raffigurare i vari mondi, compreso quello superiore, con al centro il mitico Monte Meru. Non occorre essere buddhisti o hindu per capire. Basta lasciarsi andare per sentire che ad Angkor, in qualche modo, ci si è già stati“.

da “Un indovino mi disse” di Tiziano Terzani

 

Il viaggio che vorrei raccontarvi riguarda un’area archeologica della Cambogia: sono i templi di Angkor Wat, templi che per forma e ambienti ricordano tanto le scene de “Il libro della giungla“, un cartone animato storico per la mia generazione, e infatti passeggiare per quelle rovine ti fa sentire sperduto, ma allo stesso tempo hai la sensazione di conoscere quello che hai davanti. Almeno così è stato per me! Ecco il mio diario di viaggio per raccontarvi il mio ultimo viaggio!

 

Sono stata in Cambogia, nella cittadina di Siem Reap, per visitare i templi di Angkor Wat, patrimonio dell’Unesco dal 1992. Un’area molto grande dove un giorno non basta di certo per poterla visitare. Grazie al classico TukTuk ci siamo spostati tra le rovine nella giungla. Ed è la giungla che domina la scena: foresta ovunque, gli alberi crescono sopra ai templi e se questo a molti fa venire subito in mente la scena del film Tomb Raider a me ha rimandato sempre alle immagini di Mowgli a spasso tra le rovine del tempio.

I TukTuk sono i mezzi più comodi per visitare i templi: veloci, pratici, si paga un forfait giornaliero accordandosi direttamente con il guidatore. Un’alternativa, sicuramente più poetica, è spostarsi in bicicletta da un tempio all’altro, ma con il caldo e le distanze non mi è sembrata l’opzione più valida!

Lungo la strada per i templi c’è la biglietteria e propongono l’ingresso giornaliero a 37 $, l’ingresso per tre giorni a 62 $ fino all’ingresso settimanale a 72 $. Io ho suddiviso la visita ai templi in due giorni: il primo giorno per i templi più vicini e il secondo giorno per le zone più lontane.

Angkor Wat e Angkor Thom sono sicuramente le due zone più conosciute, ma l’intera zona è piena di templi: ecco quali sono per me i magnifici 5!

 

Angkor Wat

E’ stata la capitale dell’impero Khmer fino al XV secolo e oggi è uno dei simboli della Cambogia. Entrando si vede già il profilo del tempio nello specchio d’acqua che precede l’ingresso, è un immagine da cartolina! Una volta entrati si è circondati da sculture sulle pareti, monaci buddhisti, arcate decorate che portano a lunghi corridoi. Molto è andato perduto, ma la grandiosità del tempio rende benissimo l’idea della grandezza che deve avere avuto la città e la cultura passata. E’ da questo tempio che è possibile vedere l’alba: credo che sia una delle cose più belle, il cielo che si illumina dietro a questo tempio! E’ necessario però arrivare sul posto prima delle 6 del mattino, ma qualsiasi TukTuk è disposto e in tutti i casi non si è soli!

 

 

Angkor Thom

Se Angkor Wat è sembrata grande, Angkor Thom lo è ancora di più! Per entrare si passa lungo un viale pieno di statue, gli studiosi dicono che fosse una vera e propria città abitata da uomini e déi, fino ad arrivare a una porta alta con un volto scolpito.

 

       

 

 

Bayon

E’ all’interno dell’Angkor Thom ed è uno dei templi più decorati: su ogni lato sono scolpiti volti alcuni sorridenti, altri misteriosi, cupi o semplicemente sembrano guardiani.

 

 

 

 

 

Baphuom

Anche questo si trova all’interno dell’Angkor Thom e credo che sia quello che mi è piaciuto di più! E’ molto alto ed è possibile salire in cima, salita ripida e faticosa, ma immaginatevi la vista dall’alto: rovine di un’antica città ben riconoscibili al centro della giungla. Infine, prima di uscire sul lato occidentale si vede scolpito sulla parete anche un Buddha gigante disteso.

 

          

 

 

Ta Phrom

E’ un tempio pieno di cortili interni, torri e corridoi, ma quello che colpisce di più qui sono gli alberi: alberi giganti che sono cresciuti sulle mura. Crescendo sulle pareti le immense radici sono esterne, si vedono per intero ed è bellissimo come si sono posizionate per ancorarsi, sono alberi altissimi. Uno di questi è molto famoso perchè è stato il set del film Tomb Raider!

 

 

 

 

 

Preah Khan

Anche questo tempio è molto grande, anzi molto lungo, e camminando lungo il corridoio centrale si vedono tutti gli spazi, le vasche, le decorazioni alle pareti. Molte di queste sono parzialmente crollate, ma nell’insieme si percepisce la grandezza ed è emozionante camminarci all’interno!

 

 

 

Per vedere questi templi si dorme nella cittadina di Siem Reap: molto tranquilla e con persone accoglienti. In città non c’è molto da vedere, è prettamente turistica e piena di mercatini, locali e ristoranti. Centralissima è Pub Street piena di insegne luminose e locali troppo simili a quelli di casa nostra, quindi dopo una prima passeggiata ho salutato questa via per provare a cercare qualcosa di più autentico. Ho trovato quel che cercavo poco fuori dal centro, proprio sul lato opposto del fiume: atmosfere più tranquille, meno rumorose e piatti locali da assaggiare senza fretta.

Io sono rimasta solo tre giorni qui, il mio viaggio poi è continuato in Thailandia, ma è stato molto interessante ed emozionante camminare nella giungla e immaginarmi il passato di questo popolo.

 

 

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COME ARRIVARE: Aeroporto internazionale di Siem Reap-Angor

DOVE DORMIRE: eOcambo Village, a 10 minuti a piedi dal centro.

DOVE MANGIARETriangle BBQ, centrale e con carne grigliata molto buona. The Christa Restaurant, decentrato, silenzioso e con cucina tradizionale.

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