Pubblicato da Valentina il agosto 24, 2017

C’era una volta Amatrice

Tutti hanno un “luogo del cuore”, per me è sempre stato Amatrice. Un piccolo borgo del Lazio famoso per gli squisiti spaghetti all’Amatriciana, che poi sono solo e rigorosamente i bucatini, ma purtroppo famosa anche per essere stata l’epicentro del più violento terremoto italiano nel 2016.

 

Mio nonno paterno è nato lì, in una grande casa nella piazzetta principale, cresciuto poi a Roma, ma ha sempre mantenuto i legami e negli anni ’80 ha ristrutturato le case della sua famiglia: due adorabili casette bianche in un unico grande giardino. Io ho passato lì tutte le mie estati insieme ai nonni: non appena finiva la scuola io e i miei cugini venivamo portati in montagna e quelle sì che erano vacanze. Stessa cosa avveniva per gli amici di Roma che a giugno con la fine della scuola venivano mandati in montagna con la nonna. Era un appuntamento fisso: a 5-6 anni non ci telefonavamo di certo, ma non c’era certezza se non quella di trovarci ad Amatrice ogni estate.

Ricordo che le giornate erano piuttosto scandite dalla spesa in paese, i giochi nella piazzetta e il riposino sotto l’albero in giardino. Ogni tanto partecipavamo alle feste e alle sagre del paese, la più attesa era la “festa della Villa” fatta di musiche e balli, l’unica dove anche i nonni ballavano il Saltarello.

La mia nonna era un’ottima cuoca, aveva un ristorante, quindi la sua cucina funzionava sempre con pranzi e merende sempre gettonatissimi! Tutto questo metteva davvero tanta allegria e serenità. Poi c’era tutta la vita in quel paese che sembrava una cartolina tra le montagne: si trova nel parco nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, una natura bellissima con tanti paesaggi fatti di cascate, la vetta del Gran Sasso e i laghi. Qui in mezzo sorgeva Amatrice con un unico corso centrale, Corso Umberto I, altri due viali laterali uniti da vicoli e traverse. Un piccolo borgo pieno di profumi deliziosi sin dalla mattina: pane caldo croccante, prosciutto e formaggi di montagna, un sugo per la pasta famoso in tutto il mondo che ne riempiva i ristoranti…

Da qualche anno aveva vinto il titolo di uno dei “borghi più belli d’Italia”, ed era diventato ancora più bello! Curato e pieno di fiori rossi alle finestre. A metà del Paese da una terrazza panoramica si vedeva parte della valle e le due montagne che la racchiudevano, il Monte Gorzano e Pizzo di Sevo.

Il pezzo forte era davvero la pasta alll’Amatriciana, dei piatti così abbondanti che eri sazio fino al giorno dopo, e la pasta solo con il pomodoro perchè in bianco si fa a Grisciano che è un paese a qualche chilometro di distanza.

Tutto questo condito dall’allegria delle persone, felici di veder ripopolare il proprio paese in estate dai nonni con i nipoti. Mi sembrava poi che la nonna conoscesse tutti, ci fermavamo sempre a scambiare due parole con le persone lungo il corso. Quando nei fine settimana tornavano i genitori organizzavamo gite nei dintorni: al Lago Scandarello o a quello di Campotosto, dalla cascata delle Barche, a qualche paese nei dintorni solo per fare qualche partitella di calcio.

Con il passare degli anni per tutti noi sono spariti i due mesi estivi ad Amatrice: siamo cresciuti, le abitudini sono cambiate e i nonni sono diventati anziani. Nonostante tutto, tutti ci ritagliavamo sempre un periodo durante l’estate per andare nella nostra Amatrice. Quelle volte ci telefonavamo e se riuscivamo facevamo in modo di trovarci nella stessa settimana. Di solito era proprio per la Sagra degli spaghetti all’Amatriciana, l’ultimo fine settimana di agosto. Pentoloni giganti che cuocevano e chili e chili di pasta, ma ancor più bello era vedere la pentola con il sugo: denso e saporito! Anche l’estate scorsa mi ero organizzata per andarci.

 

Poi è arrivato il 24 agosto del 2016.

Io non ho ricordo di anniversari e date, non ricordo compleanni e ricorrenze, invece il 24 agosto è una data che ricordo bene e che temo. Ricordo molto bene quella mattina: io ero a casa, mi sono svegliata e guardando il cellulare trovai moltissime chiamate ed sms di amici, uno in particolare diceva, “Vale, dimmi che non sei ad Amatrice”. Io non capivo, per Amatrice sarei partita due giorni dopo e il giorno prima erano rientrati i miei genitori. Accendo quindi la televisione: mi sono serviti svariati minuti per capire che nella notte un terremoto aveva raso al suolo tutto. Tutta Amatrice. Non ci potevo credere, sentivo dire che il paese non esisteva più, ma accusai di esagerazione i giornalisti. Con la mia famiglia ci siamo messi in contatto con amici e parenti, ma nessuno rispondeva, se non dopo svariate ore dicendo “Amatrice non c’è più”.

Lì qualcosa è cambiato. Sono stati giorni, e poi mesi, di grande tristezza. I miei genitori erano nelle case in montagna fino al giorno prima e io ci sarei andata due giorni dopo. Io non lo so come si chiama questo, forse il destino, ma due domande te le fai ed è stata una sofferenza troppo grande.

Quindi è così, Amatrice non esiste più. Tanto è stato fatto da Agosto ad oggi, ma ancor di più ci sarà da fare. Nei momenti di forte tristezza tutt’ora però penso che quello che ho vissuto, che c’è stato e che vi ho raccontato fino ad ora, non scompare e resta . Ricordi molto belli che hanno segnato la mia infanzia e quella di tanti amici.

E fondamentalmente è così che voglio pensare ad Amatrice: con quel cielo stellato, quei profumi e quelle giornate che per niente al mondo cambierei.

#amatrice#amatriciana#monti della laga

Commenti

  1. Sabrina
    agosto 24, 2017 - 6:19 pm

    Valentina,
    Forse perché abbiamo condiviso tanti momenti, tante persone, tanti profumi….comunque sei riuscita ad emozionarmi! BRAVA!
    Grazie
    Sabrina

    • Valentina
      agosto 25, 2017 - 7:09 am

      Grazie mille Sabry, non è stato facile ma volevo raccontare un pò di mio, di nostro, di quel paesino che tanto ci piace!
      Un bacione grande!

  2. rosac52@libero.it
    agosto 26, 2017 - 7:39 am

    Grande Valentina…! 🙂

    • Valentina
      agosto 26, 2017 - 8:33 pm

      Grazie mille! 😉😉

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